IL RISCALDAMENTO QUESTO SCONOSCIUTO…

IL RISCALDAMENTO PRIMA DI ALLENARSI O GAREGGIARE

Questo sconosciuto…
Si dovrebbe dire.

Già perché dopo dieci, venti, trent’anni di pratica sportiva ci ritroviamo nel pieno della mezz’età il giovedì a giocare a calcetto con gli amici, oppure la domenica a tennis e… dopo lustri passati a sentire allenatori, preparatori che dopo un sonoro fischio ci gridavano: “riscaldamento!” e via iniziava il protocollo, la sequenza di esercizi atti a preparare il corpo all’attività successivamente più intensa (quando iniziava, perché spesso per molti/e voleva dire ci sediamo a terra simulando una qualche posizione di apparente stretching e chiacchieriamo dei fatti nostri coi compagni dopo aver corso per…129 metri!!!).
Ecco che alla soglia dei quaranta, dei cinquanta il nostro espertissimo atleta dopo aver imparato tanto, scende in campo sistematicamente coerentemente e instancabile, ci fosse una volta che se ne dimentichi (professionista!) e inizia a tirare calci a palloni e racchettate a palline da freddo, senza 5-10 minuti di movimenti preparatori.
“Ma iniziamo piano” mi dicono tutti i miei pazienti sul lettino. Già: sapete cosa se ne fa il vostro organismo di quel piano? Come direbbe un mio insegnante emerito medico tra i migliori che abbia conosciuto: “ma se sapeste voi i bestemmioni che tira il vostro organismo, il sistema nervoso per digerire tutto quello che gli facciamo fare!…” sì perché il corpo si adatta a tutto: a tutto. Ma a caro prezzo.
Al ché io rispondo sorridendo: date gentilmente il mio biglietto da visita a tutti i compagni di gioco dei giovedì e delle domeniche, per me è tutto lavoro in più.
È come se per svegliarci al mattino qualcuno ci mettesse vicino all’orecchio musica heavy metal, ma piano! poi il volume lo alziamo a spacare i timpani fra 10 minuti!!!

Ma l’esperto atleta di mezza età non è solo: gli fanno ottima compagnia anche i più giovani e tutt’ora praticanti agonisti; e peggio ancora ahinoi spesso anche tanti tecnici del settore. Sì perché è più figo applicare metodiche di allenamento e protocolli del professionismo che non spendere mezz’ora a fare sempre le stesse cose noiose, 15 minuti prima e 15 minuti dopo l’allenamento o gara.

Un caro amico, oggi allenatore di volley professionista, fino a pochi anni fa nonostante i quarant’anni uno dei giocatori più forti del panorama nazionale e in B1 non ce n’era per nessuno nonostante i suoi 41 (qualche anno prima si è vinto la A2 e negli anni novanta giocava in una certa Alpitour Cuneo che si arrendeva solo all’armata Sisley Treviso come cambio di un certo Ljubomir Ganev, per chi conosce la materia) mi disse in due occasioni diverse: la mia fortuna è stata capire a diciassette anni che se mi avessi fatto vita disciplinata da atleta ( a letto presto, riscaldamento e defaticamento bene e sempre) allora la carriera si sarebbe protratta per molti anni; in altra occasione alla mi a curiosità di sapere se a Cuneo A1 gli allenamenti fossero differenti di Lavagna B2 e B1 mi rispose che gli allenamenti erano identici ma cambiava il riscaldamento: 2 ore, una a copro libero e la seconda con palla a coppie…

Ma consoliamoci il danno è limitato: sì perché questo avviene solo nei campi e nelle palestre italiane (ancora una volta primi, penserà qualcuno; o ultimi, dipende dai punti di vista). Avendo lavorato con sessantenni allenatori e ventenni atleti provenienti sia da tutte le direzioni del pianeta ve lo posso garantire. Anche nello sport siamo italiani.

Allora dopo lunghi e noiosi aneddoti ai giovani quindicenni che praticano qualsiasi attività (anche i piloti si scaldano e tanto!!!) dico: il riscaldamento non compete all’allenatore, lui te lo insegna ma poi, se l’allenamento inizia alle 5, se possibile, alle 5 fatevi trovare pronti, caldi, bendati, massaggiati, elettrostimolati… questo è professionismo e ce l’hai dentro nel cuore, non nel portafogli.

Ai giovani quindicenni dico ancora:
protocollo di riscaldamento

- 5-10 minuti di corsa lenta velocità lumaca
- Stretching ma fatto bene
- Mobilizzazione articolare
- Fase anaerobica, aumento progressivo fino ad arrivare alla forza esplosiva
- Movimenti tecnici specifici di quello sport (ORA INIZIANO RACCHETTATE E CALCI TIRATI PIANO!!!)
-
ULTIMO MA P IU’ IMPORTANTE: IL RISCALDAMENTO è OCCASIONE DI TRAINING AUTOGENO E PROPRIOCEZIONE posso prepararmi concentrarmi sul muscolo, sulla caviglia, sulla spalla e intanto ripasso le consegne tattiche…la gara inizia non al fischio o allo sparo ma quando inizio a scaldarmi: se non ci sono con la testa in riscaldamento come minimo dovrò perdere i primi minuti della gara per trovarmi, sentirmi, concentrarmi, se ce la faccio ancora, perché è tardi… e intanto l’avversario se ne va…oppure me ne vado io e lui rimane indietro a cercare la testa…? basta scegliere

SI’, D’ACCORDO, OK: MA COME SI FA STRETCHING FATTO BENE E LA MOBILIZZAZIONE E TUTTO?
Vieni alla palestra dell’Argus e te lo insegnerò più che volentieri. Ti aspetto




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